Stagione 2018/19, Stagione 2019/20, storie di calcio femminile

"Italia-Stati Uniti, 1 a 0" di Ginevra Costantino

Correva la stagione 2015/16. Per me è e sarà sempre un bellissimo ricordo: quell’anno calcistico mi ha riservato tante prime volte. La prima partita in serie B, la prima stagione nella serie cadetta con la maglia dell’allora Reggiana Femminile (la mia prima squadra femminile), la prima convocazione in nazionale, la prima volta con la fascia al braccio e la maglia azzurra addosso, sembrava di vivere una favola e, vedendo le stagioni precedenti sembrava proprio così. Il finale delle favole solitamente recita “e vissero felici e contenti..” .. nel mio caso non rappresenta l’amore tra due persone, bensì l’amore tra me e il calcio.
Avevo appena affrontato due anni di malattia, da cui sono fortunatamente, in parte, guarita. Purtroppo in quei due anni ho dovuto guardare le partite dalla tribuna o dalla panchina, perché il mio corpo non mi permetteva di reggere “alti” livelli, poi finalmente la cura, che mi ha permesso di tornare in campo a pieno regime.
Ed eccoci, a quella stagione, unica e indimenticabile: debutto in serie B, come prima partita il derby con l’Imolese e la vittoria per 4-3. Poi arriva la prima convocazione in nazionale under 16, a dicembre 2015 e da lì una serie di eventi positivi fino a quel 25 aprile.
25 aprile 2016.
Bella giornata di sole, sembrava quasi una giornata estiva. Ricordo ogni istante perfettamente: era il primo Torneo delle Nazioni per il calcio femminile e si giocava proprio in Italia, indossavo la tanto onorata e ambita maglia azzurra nel mio Paese. La prima partita spettava proprio a noi e ci dovevamo battere contro la corazzata degli Stati Uniti, paese in cui il calcio femminile è lo sport nazionale.
Terminato il pranzo, abbiamo sistemato le ultime cose poi siamo salite in pullman, direzione stadio. La tensione era alle stelle, ma i nostri occhi erano fuoco, da parte nostra c’era tutta la volontà di onorare al meglio la maglia che stavamo indossando. C’era tutta quella voglia di dimostrare la nostra forza, di vincere e abbattere il pregiudizio per cui gli Stati Uniti fossero imbattibili.
Ultimi minuti prima di arrivare al campo, non potevamo non ascoltare la nostra canzone, “L’importante”, che recitava: “Per innamorarmi di te non c’è voluto niente. Un vero motivo non c’è e questo è l’importante”. Si riferiva al nostro rapporto con il pallone, quella passione innata e che in quel giorno vedeva realizzare uno dei tanti piccoli sogni che ogni calciatrice ha quando inizia a giocare.
Il grande momento era finalmente arrivato, nello spogliatoio tutte le maglie azzurre in ordine di numero. Riscaldamento, concentrazione altissima. Dentro la mia testa continuavo a ripetere le parole che pronunciava sempre la mia allenatrice, Federica D’Astolfo, che mi ha allenato diversi anni alla Reggiana: “niente paura, le avversarie hanno due gambe e due braccia come voi, partite alla pari”.
Poi sento il mio nome dagli spalti, alzo lo sguardo ed erano i miei genitori, che mi avevano fatto una sorpresa, ora avevo davvero tutto lì con me. La mia famiglia, la mia squadra, il campo e il pallone, mi sentivo invincibile, perché sapevo che la nostra squadra era un gruppo solido, che si aiutava e ognuna poteva contare sull’altra..
Entriamo in campo, inno di Mameli e brividi sulla pelle. Fischio d’inizio e tutta la tensione scivola via. Quarto minuto, azione nostra offensiva, pallonetto di Veronica Benedetti che si insacca dentro la porta. 1-0 per noi e palla al centro. Sapevamo che avremmo sofferto, ma da vera squadra abbiamo saputo farlo, abbiamo saputo stringere i denti quando ce n’era bisogno e al triplice fischio è stata pura gioia. Avevamo raggiunto il nostro obiettivo, avevamo portato a casa quella partita, abbracci, lacrime, grida e infine corsa verso la tribuna e verso i nostri genitori, che non hanno mai smesso di sostenerci, anche se a noi non ci sembrava vero.
È uno di quei momenti che rimarrà per sempre impresso sulla pelle, nel cuore e nella mente.


In foto le 11 titolari di quella partita
In alto da sinistra: Camilla Forcinella, Benedetta Orsi, Veronica Benedetti, Bianca Bardin, Nadine Nischler, Ginevra Costantino.
In basso da sinistra:, Martina Tomaselli, Anita Coda, Valentina Puglisi, Marem Ndiongue, Elena Crespi

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