Stagione 2018/19, Stagione 2019/20, storie di calcio femminile

L'arte di (non) correre" di Tamar Dongus

Ho iniziato a giocare calcio quando avevo 5 anni nel mio paese, con i ragazzi nel Deckenpfronn. Dopo due mesi mi era già passata la voglia di giocare, sapete perchè? Dovevo correre tanto e a me non mi piaceva. Quindi ho smesso di giocare.

Un giorno la mia gemella Fabienne è tornata a casa e aveva appena vinto una medaglia. Ho pianto: volevo anche io avere una medaglia. Siamo gemelle, quando lei aveva qualcosa voleva averlo anche io e mia mamma ha detto: “quando vuoi una medaglia devi vincerla!”
Quindi per avere questa medaglia ho iniziato di nuovo a giocare e devo ringraziare mia sorella e soprattutto devi dire grazie a questa medaglia per la mia vita nel calcio. Ho quasi perso la mia strada quando avevo solo 5 anni, ma ho ricominciato a giocare calcio e dal quel giorno ho vinto tante medaglie tanto da arrivare fino a Firenze ed è davvero un regalo essere qui per me.
Prima di questa bella decisione di andare a Firenze, ho giocato in Sindelfingen e Hoffenheim, due belle esperienze che mi hanno plasmato.
In Sindelfingen non avevamo le migliori condizioni. Durante l’inverno è successo che dovevamo allenarci in un parcheggio o in una stazione dei treni e correre su per le scale perché avevano chiuso i campi per via della troppa neve. Ma il miglior ricordo di quei 6 anni in Sindelfingen è stato riuscire a conquistare la promozione in Bundesliga. Ho imparato soprattutto con questa squadra che tutto è possibile quando credi in qualcosa.
Dopo 6 anni volevo vedere qualcosa nuovo e fare il prossimo step.
In Hoffenheim era completamente diverso. Avevamo condizione grandiose. Un centro solo per le donne! Con Hoffenheim ho giocato 6 anni in Bundesliga e siamo migliorati ogni anno.
E nel 2018 ero pronta per fare un altro step ancora: andare fuori della Germania.
Non era facile a separarmi dalla mia gemella dopo 24 anni insieme e fare una esperienza senza lei. Lei gioca ancora in Hoffenheim. Devo dire che è stata la più bella decisione che potevo prendere. Mi sento che finalmente ho trovato mia strada e posso crescere tanto con mia personalità.
Il calcio ha un grande potere, ci sono cose che mi aiutano nella mia vita per esempio: non mollare mai, lavorare in gruppo, assumersi la responsabilità.
Non vorrei mai perdere di vista le gente che ho conosciuto, le emozioni di vincere e perdere insieme, lo spirito della squadra e la possibilità crescere dentro e fuori campo.

E ora dopo 20 anni di calcio non voglio pensare come sarebbe stata la mia vita senza calcio e senza queste belle esperienze.. E ora sappiamo anche perchè sono dall’inizio della mia carriera sono sempre stata in difesa.. perchè non mi piaceva correre!

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